Guardate il suo profilo slanciato, essenziale, la sua linea perfetta, rigorosa come un teorema di Euclide, semplice e al tempo stesso capricciosa come la crepa incisa dal fulmine nello specchio azzurro del cielo sereno. Guardate la forma del manubrio, ricurvo come le antenne di un insetto, e quelle due ruote che tanto ricordano il famoso cerchio tracciato con un solo tratto di carboncino, su una pietra, da un piccolo pecoraio di nome Giotto. (Era nato a Firenze, Giotto, e dunque era un compatriota di Bartali). Che cosa significherebbe, la bicicletta, se fosse un geroglifico scolpito su un obelisco egizio? Esprimerebbe il movimento o il riposo? Il fuggire dl tempo o l’eternità? Non mi stupirei se significasse l’amore.  (Curzio Malaparte, Coppi e bartali, Adelphi)

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