Cinque del mattino dell’otto di agosto sui versanti sudorientali del Monviso. Il faretto attaccato al manubrio della bici proietta nel buio un pallido ellissoide rivelandomi l’asfalto che scorre poco più avanti della ruota anteriore. Dentro i paesi i lampioni tratteggiano di arancione la strada  che risale la Val Varaita. Le montagne sono ancora masse oscure. Sopra la mia testa striature chiare si alternano ad altre più scure e solo le stelle fanno capire quale sia il cielo e quali le nubi. Ad oriente, verso il fondovalle il timido chiarore dell’alba. Ma gli do le spalle: risalgo verso occidente la montagna che un primo pallido trascoloramento mostra ancora fosca e non so se di nuvole e pioggia o di luce scarsa. Finalmente l’alba inizia a colorare le prime cime e schiarisce da un blu scuro ad un azzurro intenso il cielo che il vento straccia di nubi.

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