Li a Pierre Grosse, finito l’ultimo panino, mi rialzai dalla panchina, riempii le borracce alla fresca fontana di fianco, inforcai la bici e  ripresi a salire verso il passo. Quando passai i due cimiteri gemelli di Font Gillard, mi superò salutandomi con un “bonjour” un’altro ciclista con la maglietta della Rabobank. Come risposi “Ciao!” quello si bloccò girandosi e chiedendo -stavolta in inglese- “are you italian?” . E grazie, non vedi che ho la maglietta della Bianchi Milano? : “yes”. “Ah I’m netherlander!”. E grazie, lo vedo che hai la maglietta della Rabobank. Comunque sia attaccammo a parlare. Poi però dopo Font Gillard, l’olandese mi risalutò  “see you on the top”, e se ne partì in fuga. Bah! Proseguii tranquillo. Nei prati a fianco il fieno era ordinatamente raccolto in balle; più in su, ai tavolini di un bar ragazzi e ragazze si godevano il sole dei duemila metri; oltre un anziano signore tagliava il fieno a falce; poco dopo alcuni alveari facevano mostra di se nel prato di fianco all’Aigue Agnelle… un’ape cominciò a ronzare attorno al colletto iridato della mia maglietta… massì, se ne andrà… vai via… lasciai il manubrio con la mano destra per scacciarla… sciò! via! ingaggiammo alcuni minuti di lotta, quando d’improvviso non la sentii più! …     ape? dove sei? non sei entrata nel mio casco vero? nemmeno nel collo lasciato aperto della maglietta vero? … la paura della vendetta di un’ape rifiutata e offesa  mi afferrò. Mi fermai in uno spiazzo li di fianco alla strada, tolsi casco e maglietta. Dell’ape non c’era traccia. Ufff….Rimisi la maglietta, il casco e allungai la mano destra verso terra per riprendere lo… zainett… LO ZAINETTO!! NO! DEVO AVERLO LASCIATO SULLA PANCHINA DI PIERRE GROSSE!!!.  Mi lanciai in discesa tirando il rapportone. Ripassai  gli alveari che facevano mostra di se nel prato di fianco all’Aigue Agnelle, l’anziano signore che  tagliava il fieno a falce,  i ragazzi e ragazze si godevano il sole dei duemila metri seduti ai tavolini di un bar, le balle in cui il fieno era ordinatamente raccolto, il punto dove l’olandese mi aveva detto “See you on the top” e quello dove mi aveva rivelato la sua vera nazionalità (e grazie aveva la maglietta della Rabobank, aveva), i due cimiteri gemelli di Font Gillard e finalmente raggiunsi a Pierre Grosse  la fresca fontana a cui avevo riempito le borracce di fianco alla panchina dove avevo finito l’ultimo panino e su cui il mio zainetto mi aspettava con l’aria severa di chi per una mezz’ora si è sentito tradito e abbandonato.

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