Fino a via Sant’Arialdo sopra Milano albeggiava un cielo azzurro, ma li finisce la città e già i piani alti delle torri degli ultimi condomini si perdevano in un fosco grigiume. Poi campagna e solo nebbia. Dell’abbazia di Chiaravalle l’unica cosa percepibile erano le campane che suonavano le otto. Anni  fa conoscevo bene queste strade, ma ora che alla nebbia sulla mia memoria si aggiungeva questo nebbione che avvolgeva villette a schiera e capannoni industriali spuntati come funghi dall’oggi al domani, strade rifatte e strade chiuse per lavori in corso , non riuscivo più a raccapezzarmici. Era già la terza volta che percorrevo la via Unica di Poasco cercando di indovinare la strada per Viboldone, quando mi si affiancò uno in motorino: “ehi capo, sai mica la strada per l’ikea di San Giuliano?” “eh! capiti male, non so neanche più bene dove mi trovo, figurati se so dov’è l’ikea di San Giuliano!”, ma poi gli chiedo “non è che per caso sai da che parte devo andare per Sesto Ulteriano?””Si, credo di si, dovresti tornare sulla strada da cui arrivavo io”. E in effetti era vero. Dal nebbione di Sesto Ulteriano, emerse un’altra figura appiedata: gli chiedo la strada per Viboldone … Quello ridendo aggiunge il vapore del suo fiato alla nebbia   e sbotta in un “Ma se non so più dove sto andando!”. Vabbè, procedo per la strada finchè d’improvviso, alla mia sinistra intravvedo lo scatolone basso e blu dell’ikea di San Giuliano… sarà poco gentile, ma non avevo nessuna voglia di tornare indietro a cercare quello del motorino…

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