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Era ora! tutta l’umanità lo aspettava, i tempi erano maturi, non c’era che farlo, non si poteva più aspettare. Un’isituzione millenaria e apparentemente immobile come la chiesa se ne è accorta. Sicuramente nelle prossime ore i giornali di tutto il mondo pubblicherano interviste a Moser, Gimondi e Merckx e il pensiero non potrà non tornare ad Adriano Dezan che da anni non è più tra noi: chissà quanto ne sarebbe stato contento. Finalmente oggi, mercoledì 13 marzo 2013, i cardinali riuniti in conclave hanno eletto papa uno dei nostri: Bertoglio!

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Per un decennio, un calzolaio internazionale ha usato l’immagine vincente di Lance Armstrong per farsi pubblicità. Ora è ufficilamente chiarito che il texano vincesse solo grazie al doping e il calzolaio internazionale dice che lui di queste cose sporche non ne vuol sapere, facendosi così pubblicità anche con l’immagine perdente dell’ex corridore. Magari pure aggratis :

http://sport.tiscali.it/altrisport/feeds/12/10/17/t_11_997556.html?altri

La presolana, costa del vento, il muro di sormano, il ghisallo e poi la milano-arquata scrivia per rocca susella e pian dell’armà forse si o forse no e magari ancora una domodossola-sempione-domodossola-novara e chissà che altro… tanti progetti, che ora sto andando in forma ed è primavera… e poi basta una catena che salta, mi sbilancio, ma resto su per poco con l’orribile sensazione di pedalare a vuoto e nel vuoto, finchè la bici non s’inclina su un lato: il ginocchio striscia sull’asfalto, la tempia destra batte per terra e un dolore forte, acuto mi prende la caviglia sinistra. Una mattina al pronto soccorso di niguarda anzichè in ufficio ed ora eccomi qua: il piede sinistro steccato per almeno venti giorni, il ginocchio destro gonfio e incerottato che non si piega e due stampelle per muovermi per casa.  Pazienza, poteva andare peggio e comunque capita anche ai migliori : http://it.eurosport.yahoo.com/02042012/45/ciclismo-clavicola-rotta-cancellara-operato.html

Se per esser fighi bastasse sgommare via emettendo rumorosamente dei gas maleodoranti… beh… non ho bisogno del motore

Infilai la serpentina rossa in cui si snoda la pista ciclabile che s’inoltra tra i lucidi palazzi a vetri e acciaio della zona dirigenziale: mi aveva sempre divertito pedalare su quell’alternanza di brevi rettilinei, curve secche e slalom tra paletti e tombini a raso. Arrivai così al primo angolo retto che punta verso il palazzo della società dei telefoni e, dopo pochi metri, rigirai sull’altro angolo retto che ti manda parallelo al suo ingresso. Arrivato li davanti, senza fermarmi rallentai e svoltai ancora di un angolo retto puntando sulla porta automatica a vetri che si aprì  lasciandomi entrare nella hall in sella al mio destriero d’acciaio. Pedalai dritto dritto verso il bancone della portineria con lo sguardo fisso sul suo volto che emergeva da dietro il bancone stesso : alzò la testa e scostando con una mano il brillante caschetto nero dei suoi sottili capelli neri, sgranò i grandi occhi scuri nello stupore di vedere un ciclista li dentro.  Arrivato di fronte a lei mi fermai col piede a terra e presi dallo zainetto una rosa rossa e gliela porsi depositandola sul tavolo. Il filo rosso delle sue labbra si aprì ai bianchi denti nello  stesso sorriso con cui la falce di luna crescente illumina il cielo quasi primaverile di queste serate di fine febbraio. La sua voce velata modulò un “oh grazie… per me?”. Mi limitai a ricambiare il sorriso e mi girai pedalando per usc… il fragore dell’urto contro i vetri della porta automatica che stavolta era rimasta chiusa sfumò nello sguardo spazientito della guardia che venne a prendermi mentre ero steso supino con  braccia e gambe aperte e la bicicletta nera caduta in mezzo ai frantumi diamantati della porta a vetri che non esisteva più.

Paesi,  frazioni e baite infilati lungo la strada che da Chiavenna risale al passo, come grani di un rosario che le gambe snocciolano pedalando. Le gallerie strette, contorte e oscure sono i misteri che scandiscono la successione delle avemarie dei muscoli, dei polmoni, del cuore.  Il sudore risponde alle antifone proposte dalle  pendenze che si alternano a tratti regolari.  A Montespluga il gloria increspa le acque del lago annunciando la conclusione: tra nuvole d’incenso la madonnina del pilone votivo alza gli occhi al cielo dietro un vetro appannato dal freddo.

dALL’INIZIO DI QUEST’ANNO, PER IL TRAFFICO A MOTORE SI CONTANO GIA’

http://www.achitocca.it/

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"Gli uomini liberi possono percorrere la strada che conduce a relazioni produttive solo alla velocità della bicicletta" (I.Illich-Elogio della bicicletta)